Quanto dura una crisi di reflusso?

0 visite

La durata del reflusso gastroesofageo varia; in individui sani, si verificano episodi brevi, di pochi secondi, circa cinquanta volte al giorno, senza costituire una condizione patologica. La frequenza e la durata prolungata segnalano invece un problema clinico.

Commenti 0 mi piace

Il Reflusso Gastroesofageo: Un’Ospite Temporanea o un Abitante Fisso?

Il reflusso gastroesofageo (RGE), quel fastidioso bruciore di stomaco che sale lungo l’esofago, è un’esperienza comune. Ma quanto dura una “crisi” di reflusso e, soprattutto, quando un episodio occasionale si trasforma in una condizione cronica che richiede attenzione medica? La risposta, come spesso accade in medicina, non è semplice e varia da individuo a individuo.

In una persona sana, il reflusso è un fenomeno fisiologico, un evento quasi impercettibile che si verifica, in media, circa cinquanta volte al giorno. Questi episodi sono di brevissima durata, frazioni di secondo, e il nostro organismo li gestisce senza alcun problema, grazie alla efficace azione dello sfintere esofageo inferiore (LES) e alla capacità di auto-pulizia dell’esofago. Questi micro-reflussi sono silenti, asintomatici e non rappresentano una patologia. È solo quando la frequenza, l’intensità e la durata di questi episodi superano una certa soglia che si parla di reflusso patologico.

Definire la durata di una “crisi” di reflusso diventa quindi complesso. Un singolo episodio di bruciore può durare da pochi minuti a diverse ore, a seconda della quantità di acido refluito e della sensibilità individuale. Tuttavia, non è la durata di un singolo episodio a preoccupare, bensì la persistenza del sintomo nel tempo. Se il bruciore di stomaco, il rigurgito o altri sintomi tipici del RGE (come la disfagia, la tosse cronica o la raucedine) si manifestano frequentemente, per esempio più di due volte a settimana, o se la durata dei singoli episodi è particolarmente lunga e intensa, è fondamentale consultare un medico.

La cronicizzazione del reflusso, che porta alla diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), si caratterizza per una presenza costante o ricorrente dei sintomi per un periodo prolungato, spesso mesi o anni. In questi casi, il danno all’esofago può essere significativo, con possibili conseguenze come l’esofagite (infiammazione dell’esofago), l’esofago di Barrett (una condizione precancerosa) e, in casi più rari, il cancro esofageo.

In definitiva, la durata di una “crisi” di reflusso è un indicatore relativo. Episodi occasionali e di breve durata non sono motivo di allarme. È invece importante prestare attenzione alla frequenza e alla persistenza dei sintomi: se il reflusso diventa un ospite indesiderato e insistente, è necessario richiedere una valutazione medica per individuare la causa del problema e intraprendere un percorso terapeutico adeguato. Ricordate che la diagnosi precoce è fondamentale per prevenire complicanze a lungo termine.