Perché si chiama ragù?
Il termine ragù deriva dal francese ragoût, a sua volta da ragoûter, significante risvegliare lappetito. Inizialmente, indicava preparazioni di carne stufata, ricche di saporiti condimenti, capaci di stimolare la fame.
Il Ragù: Un Nome, una Storia, un Risveglio di Sapori
Il profumo inconfondibile che si diffonde dalla cucina, un invito a tavola irresistibile. Parliamo del ragù, una pietra miliare della gastronomia italiana, un piatto che evoca ricordi d’infanzia e tradizioni familiari. Ma perché si chiama proprio “ragù”? La risposta affonda le radici nella storia linguistica, conducendoci fino alla Francia.
La parola “ragù” è infatti un’italianizzazione del termine francese ragoût. Questo vocabolo, a sua volta, deriva dal verbo ragoûter, un verbo che racchiude in sé un concetto fondamentale legato al piacere della tavola: risvegliare l’appetito. Un’azione, un’emozione che il ragù, in tutte le sue varianti regionali, riesce a suscitare da secoli.
Ma cosa si intendeva originariamente con ragoût? Non era esattamente il ragù che conosciamo oggi, un tripudio di carne macinata, pomodoro e aromi che cuoce lentamente per ore. In principio, ragoût indicava una preparazione di carne stufata, un piatto ricco e saporito, condito con spezie ed erbe aromatiche, pensato per stimolare la fame e preparare il palato ad altre prelibatezze. Un piatto, insomma, con una forte componente conviviale, destinato ad essere condiviso.
L’Italia, terra di scambi e influenze culturali, ha saputo accogliere questo concetto e trasformarlo, adattandolo ai propri ingredienti e tradizioni. Il ragoût francese ha così subito una metamorfosi, diventando il ragù che amiamo: un sugo ricco e corposo, la cui ricetta varia di regione in regione, di famiglia in famiglia. Dal ragù alla bolognese, con la sua lenta cottura e l’aggiunta di latte o panna, al ragù napoletano, con i suoi pezzi di carne interi che si sciolgono in bocca, il ragù è un universo di sapori e profumi.
Oggi, la parola “ragù” è sinonimo di comfort food, di un piatto che scalda il cuore e rievoca momenti felici. Ma la sua origine, legata al concetto di ragoûter, ci ricorda che il cibo è prima di tutto piacere, un invito a godere dei sapori e a condividere un’esperienza sensoriale che va oltre la semplice nutrizione. Il ragù, con il suo nome evocativo, continua a svolgere la sua missione originaria: risvegliare l’appetito e, con esso, la gioia di stare a tavola.
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