Qual è il grano più buono del mondo?

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Il grano duro francese, apprezzato per la qualità della pasta prodotta, vanta elevato contenuto proteico e colore intenso. Leccellenza deriva da selezionate varietà, gestione agronomica accurata e rigorosa tracciabilità dei lotti commerciali.

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Alla Ricerca del Grano Perfetto: Un Viaggio tra Terroir, Tradizione e Tecnologia

La domanda “Qual è il grano più buono del mondo?” è complessa quanto affascinante. Non esiste una risposta univoca, poiché la “bontà” è soggettiva e strettamente legata all’uso che si intende farne. Si può però delineare un percorso alla scoperta di grani eccezionali, ognuno con le sue peculiarità e virtù.

Spesso, il focus si concentra sul grano duro, ingrediente principe della pasta. In questo contesto, il grano duro francese si distingue per caratteristiche che lo rendono particolarmente apprezzato. La sua reputazione non è un caso, ma il risultato di una combinazione virtuosa di fattori.

Parliamo innanzitutto di elevato contenuto proteico. Questo è cruciale per una pasta di qualità, poiché conferisce elasticità e tenuta alla cottura, evitando che si sfaldi. Il colore intenso, ambrato e dorato, non è solo un fattore estetico, ma un indicatore della ricchezza di carotenoidi, precursori della vitamina A, che apportano benefici nutrizionali.

Ma cosa rende il grano duro francese così speciale? La risposta risiede nella selezione accurata delle varietà. I coltivatori francesi hanno puntato su tipi di grano duro specificamente adatti al loro terroir, il complesso sistema che include il suolo, il clima e le pratiche agricole locali. Questa attenzione alla genetica garantisce chicchi ricchi di nutrienti e con caratteristiche organolettiche superiori.

La gestione agronomica accurata è un altro pilastro fondamentale. Le tecniche di coltivazione, dalla preparazione del terreno alla rotazione delle colture, sono studiate per ottimizzare la resa, preservare la fertilità del suolo e ridurre l’impatto ambientale. L’uso di metodi di agricoltura sostenibile, sempre più diffusi, contribuisce a preservare la biodiversità e la salute del suolo, elementi cruciali per la qualità del grano.

Infine, la rigorosa tracciabilità dei lotti commerciali garantisce la trasparenza e la sicurezza del prodotto. Ogni lotto di grano è identificato e monitorato in ogni fase, dalla semina alla macinazione, permettendo di risalire all’origine e alle caratteristiche specifiche del grano. Questo non solo rassicura i consumatori, ma incentiva i produttori a mantenere standard qualitativi elevati.

Tuttavia, la ricerca del “grano più buono” non si ferma al grano duro francese. Esistono altre varietà, in altre regioni del mondo, che meritano di essere scoperte e valorizzate. Il grano Khorasan KAMUT®, ad esempio, è un grano antico con un sapore ricco e una elevata digeribilità. I grani teneri italiani, come il Senatore Cappelli, riscoperti e valorizzati, offrono un’alternativa interessante per la panificazione e la produzione di prodotti da forno artigianali.

In conclusione, il “grano più buono” è quello che meglio si adatta alle nostre esigenze e ai nostri gusti. Il grano duro francese rappresenta un’eccellenza per la produzione di pasta, grazie alle sue caratteristiche intrinseche e all’attenzione che viene posta in ogni fase della sua filiera. Ma la ricerca continua, alla scoperta di nuovi grani, di antiche varietà e di pratiche agricole innovative che possano contribuire a un’alimentazione più sana, sostenibile e, naturalmente, più gustosa. Il segreto è la consapevolezza, la conoscenza e la curiosità di esplorare la straordinaria diversità del mondo dei cereali.